RIVA DI BISCIA (MASERNO)

“Prima di allora a Cinìn non era mai capitato di perdere una bestia […]. Cosa avesse spinto i lupi ad assalirle non era mai riuscito a capirlo […], fatto sta che le avevano ammazzate, e che lui non era là a fare la guardia. Era alla Riva, a vedere le figure. Da più di un mese non sentiva parlare d’altro. Fra i bovari, i pastori, i contadini, era un continuo discorrere di quella meraviglia. Quando due si incontravano, invece di darsi il buongiorno o la buonasera, si chiedevano: “L’e-t véste? E-t piésne e’ figur?” E giù commenti, esclamazioni stupite, bestemmie di approvazione, perché le figure piacevano proprio a tutti. Gli angeli avevano fatto colpo. Ragazzone così belle da quelle parti non le avevano mai viste. Non avevano mai visto nemmeno una pittura. Su quel versante del Panaro le chiese, dentro, erano intonacate, ma nude.

Marco santagata, il maestro dei santi pallidi
L’esterno dell’oratorio di Riva di Biscia

Riva di Biscia è una piccola borgata facente parte della frazione di Maserno, da cui si raggiunge imboccando la strada che porta alla fondovalle e alla località di Montespecchio (via Riva).

A partire dal 1200 è documentata la presenza di un castello, distrutto nel 1523 per via di un’aspra battaglia originata dalla ribellione della popolazione locale alle continue scorrerie del ghibellino Domenico Morotto delle Carpinete, rimasto ucciso sul campo.

Del castello è sopravvissuto solo l’oratorio, il più antico del Comune di Montese (metà del 1300) e che merita sicuramente una visita.

Chiedete le chiavi a uno degli abitanti e visitatene l’interno dove potrete ammirare il ciclo di affreschi tardo medievali più antico del territorio modenese (1430), opera di un maestro ignoto e di pregevole fattura.

L’interno dell’oratorio di San Sebastiano con il ciclo di affreschi tardo-medievali

Sulla parte di fondo è raffigurato il Crocifisso con la Madonna, San Giovanni Battista e i committenti inginocchiati; sulla volta il Cristo Pantocratore con le raffigurazioni dei quattro Evangelisti; sulle pareti laterali San Cristoforo e due Madonne con il Bambino.

Di rilievo anche il campanile a vela di fronte all’oratorio, fatto costruire dalla popolazione locale nel 1530 sulle fondamenta della torre distrutta.

Il campanile a vela di Riva di Biscia (retro)

PRODOTTI TIPICI: L’AZIENDA AGRICOLA “DAL CONTADINO”

Sulla stessa via Riva che porta alla borgata si incontra (sulla destra provenendo da Maserno) l’Azienda Agricola Dal Contadino. Qui troverete applicato il vero e tanto agognato concetto di km zero!

In una bella e curata cornice naturale è infatti possibile acquistare ortaggi, frutta, latticini (gli yogurt e la panna cotta sono una delizia, la ricotta va a ruba), uova (da galline allevate davvero a terra), salumi, marmellate e ovviamente le eccellenze di questo territorio, il Parmigiano Reggiano di Montagna e la Patata di Montese.

La chioccia con i pulcini

Gli ortaggi sono coltivati direttamente e vengono prelevati dall’orto al momento dell’acquisto (una buona occasione anche per imparare le stagionalità dei vari prodotti) e anche i latticini sono di produzione locale, ottenuti con il latte delle mucche che potrete osservare al pascolo nei campi lungo la strada.

Il punto vendita è fornitissimo e, cosa importante, è sempre aperto (tranne il mercoledì) con orario continuato dalle 8.30 alle 19.00. Sul loro sito è inoltre possibile acquistare online.

Per alcuni prodotti come frutta, verdura e uova, la cui disponibilità è variabile, conviene contattarli in anticipo per chiedere se sia possibile riservarli.

Bestiame al pascolo dell’Azienda Agricola “Dal Contadino” tra Maserno e Riva di Biscia

SENTIERI

Poco prima di raggiungere il borgo di Riva di Biscia, partendo da Maserno, sul lato destro della strada si incontra un lavatoio: è la località denominata Ca’ di Grazia e da qui si imbocca il sentiero 436 con prima destinazione il Mulino di Mamino (proseguendo si arriva al borgo di S.Martino e da lì a Montese). Vai qui se desideri approfondire il tema dei mulini.

MUSICA & FOLKLORE

A Riva di Biscia sono ambientati due bellissimi video de “La Vaporiera Orchestra e Street Band“, progetto locale di valorizzazione e diffusione della tradizionale musica da ballo montanara (ne parlo qui):

IL LIBRO

Ispirato da questi affreschi e da questi luoghi è il romanzo “Il maestro dei santi pallidi” di Marco Santagata, Ed. Guanda, 2015

PER APPROFONDIRE

AA.VV., Di casa in casa. Per le vie delle frazioni di Montese, vol. II, 2019

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